

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 30 aprile 2026, ha approvato definitivamente il d.lvo di recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva. La riforma, che integra il Codice delle Pari Opportunità (D. Lgs. n. 198/2006), segna la fine dell’era del segreto retributivo in azienda e introduce un severo paradigma di compliance per tutti i datori di lavoro.
Per le imprese, l’adeguamento non è un semplice adempimento formale, ma una necessità strategica per prevenire pesanti sanzioni e un incremento incontrollato del contenzioso.
I nuovi obblighi: dal reclutamento alla gestione interna
Le nuove regole impongono una profonda riscrittura delle procedure interne delle risorse umane, a partire dalla fase di selezione fino alla gestione ordinaria dei rapporti di lavoro:
Il rischio contenzioso e l’inversione dell’onere della prova
L’aspetto più critico sotto il profilo della tutela d’impresa riguarda le tutele giudiziarie. Il decreto introduce infatti l’inversione dell’onere della prova nei casi di presunta discriminazione retributiva.
Se un lavoratore presenta in giudizio “indizi ragionevoli” di disparità (come lo svolgimento dello stesso lavoro a fronte di un salario inferiore rispetto a un collega di sesso opposto), non spetta a lui dimostrare la discriminazione. Sarà l’azienda a dover provare l’esistenza di criteri oggettivi, neutri e completamente estranei al genere per giustificare il differenziale.
In caso di mancata dimostrazione, le conseguenze economiche e reputazionali per l’impresa sono pesantissime:
Lo scudo della Certificazione UNI/PdR 125:2022
Per neutralizzare i rischi di contenzioso e procedere a una gestione scientifica delle politiche salariali, le aziende devono dotarsi di sistemi di classificazione professionale e griglie retributive oggettive (job grading).
In questo scenario, l’adozione di un Sistema di Gestione per la parità di genere basato sulla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 rappresenta il miglior presidio di tutela d’impresa. Ottenere la certificazione da un organismo accreditato terzo attesta la correttezza dei processi aziendali e disinnesca le contestazioni sul nascere.
Oltre alla tutela legale, la certificazione UNI/PdR 125:2022 offre importanti e immediati vantaggi economici:
Raccomandazioni operative per il management
La conformità al nuovo decreto richiede tempo e pianificazione. Per salvaguardare l’operatività e la stabilità finanziaria dell’impresa, si raccomanda di attivare immediatamente:

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